moderatore ha scritto :
Sabrina è una ragazza di 17 anni piena di vita e di allegria. È figlia di una cara amica, ma vi assicuro che l’affetto non influenza affatto il giudizio: è una giovane donna formidabile. Ottimi risultati a scuola, una caterva di amici che la adorano, un’inclinazione all’organizzazione che rende la vita facile a chiunque le stia vicino. E allora? Direte voi. Allora mi capita spesso di chiedermi per quale alchimia Sabrina sia cresciuta così bene, per usare un vecchio modo di dire, pur avendo una madre assolutamente “sciammannata”. La mia amica, infatti, è tutto l’opposto dell’immagine della mamma perfetta. Disordinatissima, testa tra le nuvole, un lavoro impegnativo, si dimentica spesso di fare la spesa, non cucina mai e salta da sempre i colloqui con gli insegnanti di sua figlia che, per altro, la adora. Un mistero. Che fa il paio con la riuscita pluridecennale del matrimonio di una coppia di amici sulla carta assolutamente incompatibili: un vero intellettuale (pure un po’ snob) lui, una quasi illetterata, del tutto disinteressata a qualunque cosa non sia vacanza, shopping o party, lei. Vogliamo continuare? E allora via con l’amica insegnante dalla preparazione dubbia ma dal successo educativo indiscutibile (giuro: vera, verissima anche lei). Misteri, dicevo, sui quali ogni tanto mi arrovellavo, senza venirne a capo. Fino a quando, chiacchierando con il nostro direttore scientifico, Anna Zanardi, non l’ho sentita parlare della qualità dell’ascolto. E cioè di quella capacità che alcuni di noi hanno innata, ma che può anche essere acquisita, di esserci con tutto il proprio essere nel momento in cui entrano in relazione con l’altro. Un atteggiamento frutto dell’autenticità, che si tramuta in attenzione, in cura, in presenza forte. Quella che fa sentire un figlio amato al di là degli stereotipi; quella che pone, al di là dell’aspetto fisico o del quoziente intellettivo, fondamenta solidissime nella vita di una coppia, quella che rende l’azione educativa di un insegnante efficace. Perché nulla dà sicurezza, serenità, gioia, stimolo, come il sentire posare su di sé uno sguardo sinceramente interessato. Non è forse questo, d’altro canto, il (vero) fondamento dell’amore? E non è forse l’amore, nel suo significato più ampio, la base della riuscita di ogni rapporto? Lucia Rappazzo
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